Ariel Impresa Sociale

L’agronomo Bio Logico Ariel

 Le antiche varietà di frutta

          La “moderna” frutticoltura è sempre più improntata alla selezione di varietà che rispondano alle esigenze del mercato anche stravolgendo la naturalità delle colture, ma ci si chiede se ciò sia possibile e quale sia il prezzo da pagare ad una simile “modernità” ?


      I frutti devono essere di grandi dimensioni, devono avere uniformità di pezzatura, resistere alle manipolazioni e ai trasporti. Si accentua sempre più la destagionalizzazione e vengono preferite quelle varietà ibride che presentano una costanza nella produzione, ed una buona adattabilità a sistemi di lavorazione e raccolta meccanizzati.  Prevalgono, inoltre, le varietà in grado di garantire un piacevole effetto estetico agli occhi del consumatore urbano, sempre più lontano dalla cultura contadina

       

            La drammatica diminuzione della biodiversità delle specie coltivate è un fenomeno sempre più allarmante e rischia di essere irreversibile se si introducessero le colture geneticamente modificate, che al di la di qualsiasi altra considerazione scientifica ed economica, potrebbero segnare la fine definitiva dell’agricoltura tradizionale e dell’agricoltura biologica. 

consigliamo di visitare questa festa che si svolge ogni anno

            Per fortuna, negli ultimi anni è nata una nuova consapevolezza, ormai sempre più diffusa, sull’importanza di salvare dall’estinzione il germoplasma autoctono, cioè il patrimonio genetico locale, si va riaffermando la tendenza a riscoprire antiche cultivar che hanno attraversato anni di selezione naturale in cui si sono affermate per essere le più adatte a condizioni climatiche e di terreno tipiche di un territorio

frutti dimenticati

      Tali varietà richiedono ridotti apporti di concime, tendono ad avere una costanza di produzione non legata alle variazioni climatiche, buona tolleranza agli stress termici ed idrici, sono rustiche, presentano buona tolleranza alle principali patologie e buona conservabilità.

       La frutta , nei vecchi trattati di agricoltura, veniva catalogata in funzione dei diversi usi ( da consumo immediato, da conservare in fruttaio, da essiccazione, da sidro, per usi medicinali) e molta attenzione era posta nei sistemi di raccolta e di conservazione  tipici per ogni varietà (attenzione alle fasi lunari, utilizzo di diversi materiali di conservazione) .

       Anche i sistemi di classificazione e la nomenclatura popolare delle specie e varietà ci forniscono importanti indicazioni,  i nomi popolari e le definizioni locali erano collegati strettamente con il nome del luogo di provenienza, con l’epoca di maturazione, con l’agricoltore che coltivava la pianta, in poche parole con la storia della pianta stessa.

          Le cultivar locali erano quindi parte integrante  dell’economia, della vita sociale e quotidiana, del paesaggio, in definitiva di un complesso sistema di interazioni e hanno senso proprio in questo contesto globale ecologico e etnologico.

      Nel nostro vivaio sono disponibili numerose varietà da frutto antiche e resistenti alle malattie, inoltre nell’orto sono state messe a dimora alcune specie selezionate dalla Fondazione Archeologia Arborea di Isabella della Ragione

 

L’Agronomo Bio Logico Fabrizio Colasurdo

   colapuri@virgilio.it

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