Ariel Impresa Sociale

Passeggiata Eggi – Poreta Via Francigena

DOMENICA 27 SETTEMBRE 2015 ORE 8.30 – 16.00

cover francigena ridotta

 

LA VIA FRANCIGENA DI SAN FRANCESCO
PASSEGGIATA DA EGGI AL CASTELLO DI PORETA SUL CAMMINO DI FRANCESCO CON GUIDA ESCURSIONISTA – NATURALISTA

PRANZO AL CASTELLO DI PORETA

Numero minimo 10 persone – ritrovo ore 8,30 davanti alla chiesa di Poreta

Frazione Poreta, 84 06049 Poreta PG coordinate 42.809938, 12.785364
Immagine
Info e prenotazioni telefonando al numero: +39 328 8639570
via francigena castello di poreta

La “Via Francigena” è parte di un fascio di vie, dette anche “Vie Romee”, che, a partire dall’ alto Medioevo, dall’Europa centrale ed in particolare dalla Francia giungevano a Roma. Erano vie di pellegrini, che spesso proseguivano verso il Meridione, specialmente in Puglia, da cui si imbarcavano per giungere in Terrasanta. Esistevano molte vie che intersecavano la penisola costruendo una fitta ragnatela di cammini e sentieri, che i pellegrini percorrevano variando il cammino per andare a venerare l’una o l’altra reliquia dei Santi, posizionate in paesi spesso sperduti delle Alpi o dell’Appennino. La Via Francigena “classica” è quella percorsa dall’Arcivescovo di Canterbury Sigerico che, da Roma dove aveva ricevuto il pallio, per tornare nella sua città attraversò buona parte della penisola, passando per la Toscana e la Val di Susa in Piemonte fino alla Francia e, di qui, in Inghilterra.
Quella che andiamo a proporre è una delle varianti, la “Via di Francesco”, o “Cammino di Francesco”, itinerario che, dopo la morte del Poverello di Assisi, entrò a pieno titolo nella rete delle Francigene medievali. Il Cammino ripercorre la vita del Santo e i suoi luoghi cari, da La Verna ad Assisi, fino a Greccio, Rieti e Roma (unendosi, nel tratto finale, alla “Via di Roma” che parte proprio da Rieti). E’ una passeggiata facile, adatta a tutti, che non necessita di particolare allenamento e si snoda tra paesi arroccati sulle colline umbre, tra olivi e pini d’Aleppo, in un paesaggio mistico e ricchissimo di storia, cultura e tradizioni, tra stradine e sentieri sempre comodi e segnalati, spesso coincidenti col “Sentiero degli Ulivi Assisi – Spoleto”, fino al suggestivo Castello di Poreta, vero gioiello del XII secolo.
Il percorso, (di appena poco più di 9 km e circa 450 metri di dislivello totali), parte da Eggi, paese arroccato alle pendici del monte, ricco di importanti costruzioni religiose ed affreschi; subito si sale sulla cima della collina, tra gli olivi, per poi scendere a Bazzano Inferiore attraversando un piacevole bosco di pini. Seguendo poi l’asfalto e quindi la vecchia stradina che collegava i due paesi, si sale a Bazzano superiore. In cima al paese, che fu un’importante snodo durante il Medioevo (qui passavano le antiche Via della Spina, verso le Marche e Via Nursina, verso Norcia), si sosta qualche minuto sulle panchine presso la chiesa, assaporando la tranquillità dei luoghi. Ripartendo, si scende per strada sterrata e asfalto fino a S. Maria Reggiana e quindi, tra campi e prati, costeggiando un ampio bosco di pini d’Aleppo, si raggiunge in breve il Castello di Poreta, mèta della nostra escursione.

Durante il percorso è possibile osservare, oltre alle emergenze storico – artistiche dei castelli e delle chiese, anche le particolarità ambientali, sia faunistiche che vegetazionali, di cui la regione è ricca. Non è raro, durante il cammino, imbattersi in upupe, ghiandaie e merli, come altresì non è infrequente scorgere in volo il gheppio in cerca di preda o la poiana volteggiare in cerchio come una piccola aquila. Cardellini, fringuelli e passeri sono molto comuni, così come vari tipi di rettili, tra cui la timida lucertola campestre, il ramarro o varie specie di serpenti, che, all’opposto di quanto si ritiene normalmente, se ne stanno buoni buoni in disparte osservandoci da lontano. Pure i mammiferi sono molto diffusi: la volpe a volte sbuca dalla macchia anche in pieno giorno, mentre dell’istrice, del riccio e del tasso si potranno notare solo le tracce o gli scavi fatti per cercare qualche bulbo da rosicchiare o qualche preda da cacciare. Lo scoiattolo a volte lo si vede saltare tra i rami dei pini.
Anche la flora non manca di stupirci, in questa passeggiata: l’argento degli olivi è una costante, ma insieme ad essi troviamo il pino d’Aleppo, unica conifera d’alto fusto che forma foreste spontanee in appennino dopo la scomparsa dell’abete bianco, il leccio e vari altri tipi di querce, il corbezzolo, l’orniello, il terebinto e l’alloro (lungo le strade di alcuni paesi), oltre che l’acero e il sorbo. Lungo i muri o sulle recinzioni spesso si trova la vitalba, mentre ai bordi dei campi, sulle ripe, o in mezzo ad essi, troviamo spesso piante di asparagi, la veronica, la sambuchella, la ginestra, il tarassaco, il timo serpullo, l’elleboro, i muscari, le primule, le violette, l’erica, la borragine, il cisto, l’elicriso, la malva e molti altri, ovviamente a seconda della stagione.
Un’ ultima cosa: lungo il percorso si trovano un paio di fonti, ma in ogni caso è sempre bene portare con sé una scorta di acqua, così come è buona norma affrontare la passeggiata, se è caldo, con un cappello e avere scarpe adeguate e uno snack da consumare a metà cammino, oltre che munirsi di macchina fotografica.

Evento Facebook
Facebook Castello di Poreta
Google + Castello di Poreta

Iscriviti alla nostra NewsLetter

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>